Compro il Fatto Quotidiano, che ha un reportage sull'Italia che frana.
Il mio pensiero corre all'ultima strage annunciata che si è abbattuta in Sardegna pochi giorni fa e che ha mietuto 18 vittime, di cui due bambini sotto i quattro anni.
I numeri del reportage, che vengono snocciolati, mi fanno incazzare. Sono in prima pagina:" sei milioni di italiani vivono in zone ad alto rischio, 9000 vittime i danni dei disastri, 7,4 miliardi il costo dei lavori urgenti e 936 campi di calcio, ogni giorno, vengono cementificati".
Vado a pagina 6 e inizio a leggere l'articolo scritto da Emiliano Liuzzi e Ferruccio Sansa e leggo che:"basterebbe si leggessero i dati dell'Associazione Nazionale Bonifiche o del WWF e del Consiglio Nazionale dei geologi e viene fuori che l'82% dei comuni sono a rischio idrogeologico (e questo lo sapevo) così come 1,26 milioni di edifici, tra cui 6000 scuole e 531 ospedali".
Così decido di chiudere il giornale perchè è veramente troppo. Non voglio entrare al lavoro con un rivolo di bile che mi esce dalla bocca. Ed è soltanto lunedì!
Però mentre guido, questi numeri continuano a venirmi in mente ed allo stesso tempo, mi ricordo, che solo una settimana fa, nella legge di "stabilità" (sic) sono stati stanziati per la marina militare 6,5 miliardi. Cifra che, se non altro, si avvicina molto ai 7,4 MLD, che servirebbero per i lavori urgenti per la messa in sicurezza del territorio, sul quale vivono persone in carne e ossa. Siccome non ci facciamo mancare niente, metto nel conto anche i 200.000 euro AL GIORNO, per spese di esercizio della nostra ammiraglia Cavour, che solcherà i mari per fare da vetrina al nostro Made in Italy, per i prossimi mesi. E' magnifico!!!
Quando ritorno a casa, accendo la televisione e... altra esondazione, altra corsa.
Pescara, donna muore annegata e un pescatore travolto da un'onda. In Abruzzo il fiume Pescara esonda in più punti. Ormai è questo lo spettacolo che ci attende nelle nostre regioni. Nessuna prevenzione e l'indifferenza degli anni scorsi, al cementare selvaggiamenente, senza regole, porta delle conseguenze. Queste! Ormai siamo un Paese, dove i propri abitanti convivono con una domanda sempre più assillante:"la prossima volta a chi toccherà?"
Il 12 ottobre, a Sant'Ambrogio torinese, con la mia videocamera, ho ripreso Vauro. Voglio riproporre un breve intervento di come si espresse in merito. Non solo è attuale, ma futurista.
Buona visione
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